Presupposti segnalazione Centrale Rischi
di Avv. Pierfilippo Pompei

Esistono fasi della vita, nelle quali possono trovarsi/verificarsi difficoltà economiche per il pagamento di un prestito oppure non riuscire a pagare le rate; i motivi più comuni attengono alla perdita del lavoro o spese impreviste o più comunemente impossibilità temporanee. In queste situazioni, è importante sapere come funziona la segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia e quali conseguenze potrebbero derivarne.

La Centrale Rischi è un sistema dove le banche e gli intermediari finanziari raccolgono e condividono informazioni sui debitori. Questo strumento permette alle banche di tenere traccia della situazione finanziaria dei clienti e di valutare il rischio di concedere nuovi prestiti.

Quando, dunque, si è in ritardo nei pagamenti, la banca ha delle linee guida precise su come comportarsi. Se il pagamento supera i 90 giorni di ritardo, ad esempio, la situazione viene considerata “in sofferenza” e la banca è obbligata a segnalarti alla Centrale Rischi. Ma anche ritardi più brevi, 30 o 60 giorni, possono portare a segnalazioni, specialmente se si scatena una situazione di morosità più generalizzata.

Si consideri che anche nel caso vi fosse la necessità di sospendere i pagamenti, informando l’istituto bancario della impossibilità di onorare il debito, anche questo potrebbe generare una segnalazione. A volte, le banche, offrono la possibilità di ristrutturare il debito, ma anche in questo caso potrebbe essere segnalato, dal momento che ci sono modifiche nei termini di pagamento che devono essere comunicate.

Le ripercussioni di una segnalazione verteranno nella difficoltà di ottenere nuovi prestiti. Quando una banca controlla la posizione di un soggetto, una segnalazione negativa può far scattare un campanello d’allarme. Questo potrebbe portare a trovare difficoltà anche con prestiti per beni essenziali. Ma non è finita: nel caso si riuscisse ad ottenere un nuovo prestito, probabilmente verranno offerte condizioni meno favorevoli, come tassi d’interesse maggiori o garanzie aggiuntive.

Esistono (pochi), anche, diritti dei “debitori”, ad esempio: il diritto di accedere ai propri dati nella Centrale Rischi; è possibile controllare quali informazioni sono state registrate e, in caso di errori, il diritto di chiedere la correzione. Inoltre, una volta saldato il debito, la richiesta di cancellazione della segnalazione che, sia ben chiaro, non ha gli stessi tempi della segnalazione, ovvero mentre quest’ultima è molto veloce quasi subitanea la cancellazione, ha inspiegabili tempi “morti”, comunque di solito superiore ai 12 mesi fino anche a 36; si comprende bene che chiamarli “diritti” è una iperbole.

Onde evitare quanto sopra, è utile mantenere una comunicazione aperta con la propria banca. Contattarla sempre in caso di difficoltà finanziarie, prima di arrivare ai ritardi nei pagamenti.

Stante quanto sopra, la giurisprudenza e le normative vigenti, grazie al sistema di segnalazione tendono non solo a proteggere gli istituti di credito, ma anche a garantire diritti fondamentali dei debitori. Le banche “devono” agire con correttezza, trasparenza e buona fede, mentre i debitori devono essere consapevoli dei loro diritti e doveri.

Giurisprudenza e Riferimenti Normativi

La regolamentazione delle segnalazioni alla Centrale Rischi è disciplinata dalla normativa italiana e da regolamenti europei. Ecco alcuni aspetti rilevanti:

  • Codice Civile: L’articolo 2037 del Codice Civile prevede che l’obbligo di informare i creditori riguardo le difficoltà di pagamento spetti al debitore. Questo implica che, in caso di difficoltà finanziarie, il debitore dovrebbe comunicare tempestivamente con la banca per esplorare possibili soluzioni.
  • Legge 108/1996: Questa legge, nota come “legge antiusura”, stabilisce i principi generali per la concessione di credito e per la morosità. Prevede che una banca possa segnalare un debitore in situazioni di morosità a patto che siano rispettate determinate condizioni di equità e trasparenza.
  • Regolamento della Banca d’Italia: Le disposizioni operative per la Centrale Rischi sono stabilite da regolamenti interni che indicano che è necessaria una segnalazione quando un debitore è inadempiente per un certo periodo. Secondo il “Regolamento della Centrale dei Rischi” della Banca d’Italia, le banche sono tenute a segnalare le posizioni in sofferenza (cioè con ritardi di pagamento) 90 giorni dopo la scadenza prevista per il pagamento.

Integriamo ora alcuni esempi concreti di decisioni giuridiche che possono essere utili:

  • Cassazione Civile, sentenza n. 4609/2013: In questa sentenza, la Corte di cassazione ha stabilito che la segnalazione di un cliente alla Centrale Rischi deve avvenire solo dopo che il debitore abbia avuto l’opportunità di regolarizzare la propria posizione. È stata enfatizzata l’importanza di una comunicazione chiara da parte della banca.

Consiglio di Stato, sentenza n. 928/2017: Questa sentenza ribadisce il diritto del debitore di essere sempre informato riguardo il proprio stato di segnalazione e di avere accesso a tutti i dati conservati nella Centrale Rischi

Pubblicato il

04 / 01 / 2026

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